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StreetBall 3.0

StreetBall 3.0

Al via oggi la terza edizione di “StreetBall”, il torneo di Basket di Strada organizzato dalla Corporazione dei Bovari della Varia di Palmi. L’evento, che ha ottenuto grande successo nelle sue scorse edizioni, vedrà coinvolti gli iscritti in 3 giorni dedicati alla pallacanestro. Il torneo avrà luogo in Piazza 1 Maggio, a Palmi, a partire dalle 18.00 di oggi 3 Agosto, con le categorie Misto, Over45 ed Under14 (Gironi). Domani sarà la volta della Categoria Open (Gironi da 3 o 4 squadre in base agli iscritti) ed il 5 di Agosto Win or go Home.

Il torneo verrà suddiviso in quattro categorie: under14, Open, Over 45 e Misto.
Il modulo di iscrizione è disponibile sulla pagina facebook ufficiale dell’evento (“Corporazione dei Bovari della varia di Palmi”) e presso i negozi Ecosistema, Il Mondo Senza Glutine a Palmi o contattando gli organizzatori.

REGOLAMENTO DI GIOCO 3×3:

CAMPO e PALLA
Campo da Basket 3×3 di dimensioni 15m. (lar.) x11m. (lun) con un canestro,
Palla Size 6 da utilizzarsi in tutte le categorie

ROSTER
4 giocatori: 3 giocatori + 1 cambio
(la partita può essere disputata anche con 3 g.)

TIME-OUTS
1 per squadra, 30 secondi, chiamato in occasione di palla morta.

POSSESSO INIZIALE
Monetina. La squadra che vince il sorteggio potrà decidere se beneficiare del possesso del pallone a inizio gara o all’inizio di un eventuale tempo supplementare

DURATA PARTITA
1 x 10 minuti

LIMITE DI PUNTEGGIO
Vince chi arriva a 21 punti. Valido solo nel tempo regolare.

SUPPLEMENTARE
Vince la partita la squadra che segna per prima 2 punti.

PUNTEGGIO
1 punto il canestro dentro l’arco, 2 punti il canestro dietro l’arco

SHOT CLOCK
12 secondi (se non è disponibile il cronometro, sarà l’arbitro ad avvisare quando mancano 5 secondi per tentare il tiro)

POSSESSO DOPO UN CANESTRO REALIZZATO
Palla alla difesa esattamente sotto il canestro. La palla deve essere palleggiata o passata al di fuori dell’arco. La squadra in difesa non può toccare il pallone sul primo passaggio in uscita oppure finché il palleggiatore non è al di fuori dell’arco.

POSSESSO DOPO UNA PALLA MORTA
Scambio della palla al centro del campo oltre l’arco

POSSESSO DOPO UN RIMBALZO IN DIFESA O RECUPERO DIFENSIVO
La palla deve essere palleggiata o passata al di fuori dell’arco

SITUAZIONE DI PALLA CONTESA
Possesso alla difesa

FALLO SUL TIRO
1 tiro libero (o 2 tiri liberi se il fallo è commesso su un tiro dietro l’arco)

LIMITE DI FALLI PER GIOCATORE
Nessuno

LIMITE DI FALLI PER SQUADRA
6

BONUS PER FALLI DI SQUADRA 7, 8, 9
2 Tiri liberi

BONUS PER FALLI DI SQUADRA DAL 10 IN POI
2 Tiri liberi + possesso di palla

SOSTITUZIONE
Solamente nei casi di palla morta, prima del tocco della palla. I sostituti devono sostare a metà campo oltre la linea. I sostituti possono entrare in campo solamente dopo che il loro compagno di squadra è uscito dal campo ed ha stabilito un contatto fisico con chi deve entrare oltre la linea opposta al canestro (metà campo). Le sostituzioni non richiedono nessun intervento da parte degli arbitri o degli ufficiali. *Un giocatore è considerato “fuori dall’arco” se nessuno dei suoi piedi è all’interno o calpesta l’arco.

Palmi, arriva Oliverio: Tutti presenti, tutti uniti per il nuovo ospedale.

Palmi, arriva Oliverio: Tutti presenti, tutti uniti per il nuovo ospedale.

Più che un articolo, questo è un invito. Un invito alla presenza di massa, un invito alla partecipazione, un invito ad alzare la voce.

Domani alle 17, nella sala consiliare di Palazzo San Nicola, infatti, saranno presenti, parleranno e risponderanno alle domande sul tema del nuovo ospedale della piana il presidente della Regione Calabria Mario Gerardo Oliverio, il consulente alla sanità Franco Pacenza e, si spera, anche il Responsabile unico del procedimento per la costruzione dell’ospedale, l’ingegnere Domenico Pallaria, dirigente regionale, con lo staff che sta lavorando all’Iter amministrativo. A loro potremo porre i nostri quesiti, a loro la piana dovrà far capire che il tempo dei rinvii è passato, l’intero territorio ha bisogno dell’ospedale e ne ha bisogno adesso.

Quello di domani sarà anche un esame di maturità per la cittadinanza, che dovrà dimostrare di essere davvero disposta a lottare per i propri diritti, coesa, oltre i campanilismi, oltre le divisioni politiche e sociali proprie di una società attiva. Palmi dovrà dimostrare di essere viva e forte, la piana dovrà dimostrare di essere unita per il diritto alla salute. Domani, tutti insieme, dovremo dimostrare di saper essere uniti in una sola voce, come dimostrato da altri territori, anche non troppo lontani, anche nella nostra Calabria, in occasione di mobilitazioni per il diritto alla salute.

TUTTI PRESENTI, TUTTI UNITI, per il nuovo ospedale, per il diritto alla salute.

Purple Day 2018

Purple Day 2018

Il Clan Wojtyla del Gruppo Scout Polistena 1 insieme all’Associazione “La Danza della Vita” presentano il Purple Day 2018. L’evento si svolgerò Domenica 13 Maggio presso il Palazzetto dello Sport di Polistena. 

Tutto il ricavato sarà devoluto a favore dell’ associazione “La Danza della Vita” per l’acquisto di un ecografo necessario per la prevenzione dei tumori sul nostro territorio. 

 

 

 

20 anni di Scout Palmi 2

20 anni di Scout Palmi 2

Buon compleanno al gruppo Scout Palmi 2, che ha compiuto 20 anni di attività.

Il Gruppo Scout AGESCI Palmi 2 festeggia 20 anni di attività. Avente come riferimento la chiesa Concattedrale Diocesana e la parrocchia di San Nicola, guidata da Don Silvio Mesiti, il gruppo scout ha festeggiato, nel corso della domenica appena passata, l’anniversario dell’inizio dell’attività di volontariato e guida per i moltissimi giovani aderenti.

Il gruppo AGESCI Palmi 2 è la continuazione dell’esperienza scout presente da quasi 60 anni presso la Chiesa Matrice che, già a metà degli anni ’50, ha il suo punto d’origine nell’attività del giovane prete Don Vincenzo Rimedio, oggi vescovo emerito di Lamezia Terme, che fu promotore dello scautismo a Palmi coinvolgendo un nutrito gruppo di ragazzi. Proprio a quel gruppo di ragazzi, oggi adulti, si deve l’inizio dell’esperienza scout a Palmi che in tutti questi anni ha sempre trovato nei locali della Matrice il proprio luogo di aggregazione e, nei parroci, viceparroci e diaconi succedutisi, la loro guida spirituale. La festa del Palmi 2 inizierà con la partecipazione alla Santa Messa delle 18 in Concattedrale per poi spostarsi presso il Salone Pio X, dove saranno allestiti degli stand che ricorderanno i venti anni di attività del Gruppo.

Varia di Palmi: approvata la Carta di Nola, documento per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale italiano

Varia di Palmi: approvata la Carta di Nola, documento per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale italiano

È un grande obiettivo raggiunto per la rete delle grandi macchine, di cui fa parte anche la Varia di Palmi, come parte integrante del patrimonio immateriale dell’umanità tutelato dall’Unesco. La carta di Nola segnerà il percorso da tenere di qui in avanti, con grandi novità anche per la città di Palmi ed il suo patrimonio antropolico – culturale custodito nel carro votivo dedicato all’assunzione al cielo della Vergine Maria. La Carta è stata firmata su proposta della stessa rete delle grandi macchine a spalla italiane.

La Varia di Palmi

Salvaguardia, valorizzazione, promozione e trasmissione del patrimonio culturale immateriale italiano, in Italia e in Europa, con particolare attenzione alle giovani generazioni, depositarie dell’identità europea che verrà. Sono questi gli obiettivi precipui della Carta di Nola, promossa dalla Rete delle Grandi Macchine a spalla italiane Patrimonio UNESCO ed approvata sabato scorso. Tanti i soggetti italiani e internazionali che si sono riuniti a Nola per la sottoscrizione della Carta, dal sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Antimo Cesaro ad Alfonso Pecoraro Scanio, dai Sindaci di Nola e Sassari – Geremia Biancardi e Nicola Sanna – al Direttore dell’Istituto centrale di Demoetnoantropologia Leandro Ventura, dal presidente emerito di Icomos Italia Maurizio De Stefano all’ex direttore dell’Ufficio di Venezia del consiglio d’Europa Alberto D’Alessandro, dal direttore di Federculture Claudio Bocci a Patrizia Nardi, Focal point UNESCO per la Rete delle grandi Macchine e promotrice della Carta di Nola.

Con la Carta recentemente firmata, i sottoscrittori hanno deciso di attivare un tavolo di lavoro per l’attuazione e lo sviluppo delle linee di indirizzo emerse nel corso della due giorni “Patrimonio delle Comunità, Patrimonio dell’Umanità”. Secondo gli organizzatori è “necessario sviluppare sinergie tra tutti gli attori che, a vario titolo, si occupano di patrimonio culturale immateriale, perché ne sono portatori d’interesse in quanto comunità d’eredità o perché soggetti amministrativi e istituzionali di competenza. Ciò con l’obiettivo di armonizzare gli interventi e massimizzare i risultai delle azioni di salvaguardia, promozione, valorizzazione e trasmissione in favore di questa tipologia patrimoniale, individuali o congiunte, pubbliche e/o private.

La Carta chiede anche la ratifica della Convenzione di Faro (attualmente ferma al senato) da parte del Parlamento Italiano, nei tempi utili all’approvazione finale da parte del Parlamento, prima della fine della Legislatura vigente. Il ddl di ratifica della Convenzione ha concluso ili suo iter in Commissione Esteri del Senato e deve essere calendarizzata in Aula al Senato. «La Convenzione di Faro – si legge nella Carta di Nola – deve ritenersi un testo profondamente innovativo, in quanto introduce un concetto di “eredità-patrimonio culturale” che viene considerato come un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei propri valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione” (art.2 Punto a); che introduce inoltre il concetto di “comunità di eredità-patrimonio” come “insieme di persone che attribuisce valore ad aspetti specifici del patrimonio culturale e che desidera, nel quadro di un’azione pubblica, sostenerli e trasmetterli alle giovani generazioni” (art. 2 Punto b)».

La Carta di Nola è stata ispirata dalla Rete delle Grandi Macchine a spalla italiane Patrimonio UNESCO e dal suo Focal Point Patrizia Nardi e poi recepita e proposta dal sindaco di Nola Geremia Biancardi nel corso del convegno Patrimonio delle Comunità, Patrimonio dell’Umanità”. La Rete delle grandi macchine a spalla italiane è un’associazione, nata nel 2006, che include quattro feste religiose italiane (la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi e la Faradda di li candareri di Sassari). Dal 2013 la rete è inserita nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO. Su ispirazione e istanza della Rete delle grandi Macchine è stata emendata, giusta Legge 08/03/2017 n° 44, in favore del Patrimonio culturale immateriale, la Legge 20 febbraio 2006 n.77 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella Lista del Patrimonio mondiale posti sotto la tutela dell’UNESCO”.

Patrizia Nardi

«Ho ritenuto che la grandissima comunità della Rete dovesse dare ancora una volta un apporto concreto al tema del patrimonio culturale italiano e del patrimonio immateriale di cui è straordinaria espressione – ha spiegato Patrizia Nardi, Focal Point Unesco di Rete delle Macchine – Da qui la Carta di Nola, condivisa con consapevolezza ed entusiasmo dal mondo della Rete convenuto a Nola per le Due Giornate UNESCO e per il colloquio ‘Patrimonio delle Comunità, Patrimonio dell’Umanità’, con il quale abbiamo voluto riunire chi dà e ha dato apporti importanti negli ultimi anni al tema del patrimonio immateriale, così delicato e così affascinante. Con la Carta, che presenteremo nelle prossime settimane al Ministro Franceschini e che comunque vuole essere traccia di percorso condiviso per la Legislatura che verrà, abbiamo voluto esprimere la nostra condivisione della Convenzione di Faro nella forma della promozione di una petizione in favore della sua ratifica, già avviata brillantemente da Claudio Bocci per Federculture qualche giorno fa; ci siamo impegnati a definire un gruppo di lavoro permanente e trasversale per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale italiano; abbiamo lanciato la nostra idea di progetto per il 2018 Anno Europeo del Patrimonio, che avrà il patrimonio culturale immateriale italiano ed Europeo come elemento fondante per poter costruire dal basso, bottom up, quella che è la nostra idea d’Europa e quella cultura di una identità europea che ancora manca».

«La ratifica della Convenzione di Faro – dichiara Leandro Ventura, Direttore dell’Istituto Centrale di Demoetnoantropologia – che viene proposta dalla Carte di Nola a cui abbiamo aderito, è importante per due aspetti: in primo luogo perché in ambito europeo con questa convenzione si dà attuazione sia alla Convenzione UNESCO 2003 per la Salvaguardia del patrimonio culturale sia alla Convenzione UNESCO del 2005 sulla Diversità culturale: in secondo luogo perché si ribalta radicalmente quello che è il tradizionale punto di osservazione portato avanti dal Legislatore, un punto di vista molto elitario, centralizzato nella percezione del patrimonio culturale. Affidando invece con le convenzioni citate e con la Convenzione di Faro alle comunità patrimoniali il ruolo di tutelare ma anche di promuovere e valorizzare il patrimonio che rappresentano come patrimonio identitario, si inverte completamente il processo dando finalmente un riconoscimento dal basso a quello che è il valore del patrimonio culturale».

«La Carta di Nola – spiega Claudio Bocci di Federculture – ha il pregio di sottolineare lo straordinario valore del patrimonio immateriale come importante elemento di coesione delle comunità di riferimento e, per questa via, richiama l’ispirazione della Convenzione di Faro che mette in rilievo le ‘comunità di eredità’ e il diritto dei cittadini alla partecipazione culturale. È per questa ragione che Federculture ha lanciato un appello per la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale prima della fine della legislatura. Abbiamo già raggiunto 2000 firme e continueremo nei prossimi giorni; se i tempi tecnici non lo consentiranno, chiederemo alle nuove Camere che, nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, la ratifica della Convenzione di Faro sia uno dei primi provvedimenti qualificanti della legislatura».

La Eco: guida semiseria per affrontare i soliti stereotipi

La Eco: guida semiseria per affrontare i soliti stereotipi

Dalle Alpi alla Sicilia viaggiare in Italia è sempre un piacere, da antiche città murate a moderni palazzi vetrati: un tragitto fra arte, cultura, cibo e paesaggi che ti riempono gli occhi e il cuore.
Pian piano che scendi la temperatura comincia a salire, la strada diventa più tortuosa, inizia a costeggiare il mare e ad attraversare grosse montagne con immense gallerie, la lingua diventa strana e gli accenti iniziano a cambiare.
Arrivi al Sud e capisci che qui la lontananza viene accettata con fatalismo, ma mai con rassegnazione, e che quando qualcuno parte per tutti inizia una vita di attese e di ritorni.
Tuttavia, nonostante l’immensa bellezza, questo è anche un Paese che tende ad affibbiare con estrema facilità molteplici etichette.
Etichette, cliché, luoghi comuni e stereotipi altro non sono che una visione semplificata, una generalizzazione. E basta davvero poco per far crollare delle considerazioni che, tutto sommato, appaiono così effimere e infondate.

Questa breve guida propone 5 semplici regole per affrontare situazioni nelle quali ti imbatterai almeno una volta nella vita fuori dalla tua terra natìa.

  1. Usare l’ ironia (ma con moderazione):
    Se il dialetto del posto in cui vivi tende a farti sentire un po’ un “pesce fuor d’acqua” pensa che se anche tu dovessi iniziare a discutere nella tua italica lingua madre non riuscirebbero a capire una sola parola.
    Ironizzare su queste differenze “liguistiche” si rivelerà utile e spesso molto divertente, e dopo poco tempo ti capiterà di usare proprio quei termini che prima non comprendevi.
    In questo caso le differenze potrebbero essere motivo di aggregazione e integrazione: il confronto con gli altri è necessario perché aiuta a crescere, arricchirsi e a non vivere una vita piatta.  
  2. Conoscere la propria cultura:
    Sei sicuro di conoscere bene la nostra storia? Quali sono le origini della nostra cultura, delle nostre abitudini e tradizioni? In parte merito degli antichi Greci.
    E il nostro buon cibo? Merito della dieta Mediterranea.
    Più sarai informato, più saprai difenderti. La conoscenza è la via maestra del cambiamento!
  3. Non prendere troppo seriamente certe affermazioni:
    Quando ti fanno notare qualcosa sul tuo accento, sul tuo modo di parlare o sulle tue abitudini, non devi prenderla sul personale. Ci sarà sempre qualcuno convinto di saper parlare perfettamente la lingua italiana o forse sarà solo abile nel mascherare bene il suo accento.
    In ogni caso si sentirà incredibilmente migliore di te. Lasciaglielo credere perché tanto prima o poi ci sarà qualcuno più bravo di lui (o forse più presuntuoso?)
  4. Mentalità aperta:
    Se in una cena fra amici ti offrono un bel piatto di polenta fumante o un risotto al gorgonzola che mai in vita tua avresti pensato di provare, non essere totalmente diffidente.
    Prova ad assaggiare e vedrai che tanto male non sarà.
    Anche se, in tutta onestà, difficilmente reggono il confronto con un bel piatto fumante di parmigiana della nonna.
  5. Un pizzico di patriottismo (che non fa mai male):
    Non rinnegare mai le proprie origini, né prenderne le distanze, anzì bisogna esserne orgogliosi.
    Tanto diciamoci la verità, in un modo o nell’altro capiranno sempre da dove vieni e, alla fin dei conti, al giorno d’oggi non c’è famiglia che non abbia un parente del Sud.
    C’è sempre un “terrone” dietro l’angolo.

Alla fine anche se ci piace tanto sentirci tutti diversi e speciali, la storia degli emigrati è uguale per tutti.
Parti pensando che non ce la faresti mai, passi i primi anni a farti forza e cercando disperatamente un valido motivo per non tornare indietro.
Gestisci la nostalgia e spesso la rabbia per dove sei o per ciò che hai lasciato, e a un certo punto scopri che casa tua non è più da nessuna parte, ma nel Mondo intero.
Al di là di tutto ricorda che per ogni cosa a cui hai rinunciato ce n’è anche almeno una che hai Scelto!

“Least but not last”: Condividi sempre le gioie del pacco da giù, la solidarietà e la condivisione sono caratteristiche che ci contraddistinguono ovunque.
E siate gentili sempre, perché il mondo ha un disperato bisogno di gentilezza.

Ti ricordo che se hai voglia di raccontare la tua storia o la tua esperienza puoi scrivere a questa email: giuliademarco@105group.net. 

Per maggiori informazioni:  Introduzione alla rubrica