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Palmi, arriva Oliverio: Tutti presenti, tutti uniti per il nuovo ospedale.

Palmi, arriva Oliverio: Tutti presenti, tutti uniti per il nuovo ospedale.

Più che un articolo, questo è un invito. Un invito alla presenza di massa, un invito alla partecipazione, un invito ad alzare la voce.

Domani alle 17, nella sala consiliare di Palazzo San Nicola, infatti, saranno presenti, parleranno e risponderanno alle domande sul tema del nuovo ospedale della piana il presidente della Regione Calabria Mario Gerardo Oliverio, il consulente alla sanità Franco Pacenza e, si spera, anche il Responsabile unico del procedimento per la costruzione dell’ospedale, l’ingegnere Domenico Pallaria, dirigente regionale, con lo staff che sta lavorando all’Iter amministrativo. A loro potremo porre i nostri quesiti, a loro la piana dovrà far capire che il tempo dei rinvii è passato, l’intero territorio ha bisogno dell’ospedale e ne ha bisogno adesso.

Quello di domani sarà anche un esame di maturità per la cittadinanza, che dovrà dimostrare di essere davvero disposta a lottare per i propri diritti, coesa, oltre i campanilismi, oltre le divisioni politiche e sociali proprie di una società attiva. Palmi dovrà dimostrare di essere viva e forte, la piana dovrà dimostrare di essere unita per il diritto alla salute. Domani, tutti insieme, dovremo dimostrare di saper essere uniti in una sola voce, come dimostrato da altri territori, anche non troppo lontani, anche nella nostra Calabria, in occasione di mobilitazioni per il diritto alla salute.

TUTTI PRESENTI, TUTTI UNITI, per il nuovo ospedale, per il diritto alla salute.

La Prometeus al lavoro per altri regali da fare alla città

La Prometeus al lavoro per altri regali da fare alla città

L’associazione Prometeus è al lavoro per riqualificare ed arredare numerosi angoli della città, nell’ottica della città condivisa voluta dall’amministrazione comunale, nei progetti l’incrocio del macello e molte piazze del centro cittadino. Nel corso degli anni, l’associazione guidata dal presidente Saverio Pititto si è distinta in ambito non esclusivamente locale. Le attività e le iniziative intraprese dalla Onlus, infatti, hanno avuto una eco ben più ampia rispetto al solo territorio pianigiano. Ciò gli è valso anche numerosi premi, a riconoscimento dell’attività svolta sul proprio territorio. Le opere donate da Prometeus e diventate ora patrimonio della città sono state sempre molto apprezzate dai cittadini. Tra queste la totale riqualificazione di Piazza San Rocco e l’installazione del monumento dedicato al Santo di Montpellier, la riqualifi

Inizio dei lavori

cazione di alcune rotonde in punti nevralgici della circolazione dei veicoli in città, o la ceramica artistica raffigurante la pesca tradizionale del pesce spada, che ora decora capo Barbi. Nel corso del tempo, l’associazione ha anche assunto una posizione di valenza culturale, con l’istituzione del premio Prometeus e la pubblicazione del volume satirico “VotalaTrippa” giunto alla sua terza edizione. Approfittando della volontà dell’amministrazione comunale di avere una città condivisa e firmando con questa il patto di collaborazione, l’associazione Prometeus è ora al lavoro per donare ancora alla propria città. Il progetto più importante è sicuramente quello della riqualificazione dell’incrocio del Macello, punto di snodo che collega il centro cittadino alle zone balneari della tonnara e delle incantevoli calette di Rovaglioso e della Marinella. Il progetto prevede un allargamento della carreggiata, la costruzione di una rotatoria più ampia rispetto a quella attualmente presente ed il generale abbellimento del luogo. Abbellimento che la Prometeus ha la volontà di attuare anche nel centro cittadino, con la donazione di elementi di arredo urbano, che saranno installati in vari punti della città. Alcuni di questi sono ancora in fase di sviluppo o realizzazione, altri, come quelli che andranno ad essere installati in piazza Primo Maggio, sono già pronti ed attendono solo l’autorizzazione degli uffici comunali per essere installati.

Palmi Guitar Festival: Work in Progress…

Palmi Guitar Festival: Work in Progress…

… e noi ci saremo!

Da sinistra: Luciano Sciarrone, Silvio Ortolani e Andrea Solano

Sono partiti i lavori di organizzazione per la seconda edizione del Palmi Guitar Festival, rassegna musicale, culturale ed enogastronomica che ha riscosso un grandissimo successo nel corso dell’estate 2017. Il festival totalmente dedicato alla chitarra è nato dall’idea di tre giovani studenti, Andrea Solano, Luciano Sciarrone e Silvio Ortolani, che l’hanno messo in pratica riscuotendo un grande successo di pubblico. Da questo punto di partenza i ragazzi hanno deciso di ampliare il respiro della propria creazione, puntando a diventare  nel giro di pochi anni, un vero punto di riferimento per l’intero territorio ed essere uno dei volani di sviluppo della città. Da qui l’idea di ampliare la squadra che realizzerà l’evento, che oltre ai tre ideatori potrà contare quest’anno anche su un nuovo e giovane gruppo di persone. Questi sono l’artista e grafico Attilio Bovi, il liutaio reggino Valerio Lo Giudice, il sommelier Francesco Rinaldi e Marco Famà, studente e appassionato di musica. Ci saremo anche noi di 105group, con il compito di curare la comunicazione dell’evento.

Un momento della seconda serata: Villa Repaci

Crediamo in questo progetto, parteciparvi nuovamente è un onore, e siamo convinti che, puntando sempre più in alto, questo possa solo migliorare e svilupparsi nel corso degli anni, con l’obiettivo di diventare uno dei festival più importanti e seguiti del territorio, fino ad avere Eco a livello nazionale, le potenzialità ci sono tutte.

La riunione:

Una squadra giovane, sparsa per l’Italia durante l’anno, che ha approfittato delle festività natalizie per riunirsi e ripartire con grande carica per l’organizzazione dell’evento. E’ stata una riunione – brainstorming, che ha raccolto le migliori idee per innovare e sviluppare la nuova edizione del festival. «Abbiamo deciso di incontrare i ragazzi il cui contributo l’anno scorso è stato generoso e fondamentale per la riuscita del festival – hanno spiegato i tre ideatori – Vogliamo fare un salto di qualità, un festival più grande e prestigioso del precedente, i cui dati sono comunque quelli di un festival di successo, considerando anche le poche risorse a disposizione». Più di 20 artisti si sono infatti esibiti nelle caratteristiche location scelte dal gruppo, spesso vincendo scommesse azzardate, regalando momenti di autentico incanto agli spettatori. La musica è stata poi contornata da mostre d’arte, stand enogastronomici, poesia ed improvvisazione ed un pubblico che ha attraversato trasversalmente tutte le generazioni. «Abbiamo dunque pensato di allargare la squadra a tutti coloro che ci hanno dato una mano con le loro competenze ed il loro entusiasmo – continuano gli organizzatori – tutti ragazzi di età compresa tra i 20 ed i 25 anni, di Palmi e non solo». L’idea di un festival in cui la musica incontra la cultura enogastronomica ha trovato il sostegno e la partecipazione di realtà come la Librandi S.p.a., azienda vinicola calabrese leader nel settore che porta la Calabria ed i suoi vini ad essere conosciuti ed apprezzati in tutto il mondo, la pasticceria Fiorino, che da sempre fonde tradizione e innovazione e che ha recentemente ricevuto diversi premi e riconoscimenti di livello nazionale, ed il birrificio Baffo, realtà emergente palmese che produce birre artigianali di alta qualità, che per la prima edizione del festival ha prodotto la birra “Nassa”, birra che ha accompagnato le tre giornate della rassegna chitarristica.

Sguardo al futuro:

Per il PGF, l’obiettivo futuro è dunque quello di porsi come un punto di riferimento non solo per l’estate Palmese, ma, più ambiziosamente, per l’estate Calabrese. «La nostra è una squadra giovane, compatta, vogliosa di fare qualcosa mossa dall’amore per il proprio paese.

Un momento della prima serata: Scalinate di Via Toselli

Siamo già al lavoro per l’edizione 2018». Punto di partenza importante anche l’incontro con il sindaco Giuseppe Ranuccio, giudicato positivamente dai ragazzi. Vogliamo ringraziare il sindaco non solo per l’apprezzamento per il festival passato, ma anche per l’entusiasmo dimostrato, l’incoraggiamento che ci ha rivolto, oltre che per aver garantito pieno sostegno all’iniziativa. Questo ci permette di guardare al futuro con ancora più fiducia». «Come amministrazione  sposiamo convintamente questa idea progettuale – ha spiegato il sindaco – e saremo vicini al Palmi Guitar Festival per la prossima edizione e per tutte quelle a venire, sia perché ha dimostrato di essere un festival di qualità, e sia perché nasce dall’idea di giovani ragazzi palmesi e rientra in quell’ottica di creazione del futuro, che dovrà passare dalle menti e dalle professionalità dei nostri giovani, perché nostro è il futuro. Sosterremo il progetto con la speranza e la convinzione che questo possa essere presto un festival di rilevanza nazionale».

20 anni di Scout Palmi 2

20 anni di Scout Palmi 2

Buon compleanno al gruppo Scout Palmi 2, che ha compiuto 20 anni di attività.

Il Gruppo Scout AGESCI Palmi 2 festeggia 20 anni di attività. Avente come riferimento la chiesa Concattedrale Diocesana e la parrocchia di San Nicola, guidata da Don Silvio Mesiti, il gruppo scout ha festeggiato, nel corso della domenica appena passata, l’anniversario dell’inizio dell’attività di volontariato e guida per i moltissimi giovani aderenti.

Il gruppo AGESCI Palmi 2 è la continuazione dell’esperienza scout presente da quasi 60 anni presso la Chiesa Matrice che, già a metà degli anni ’50, ha il suo punto d’origine nell’attività del giovane prete Don Vincenzo Rimedio, oggi vescovo emerito di Lamezia Terme, che fu promotore dello scautismo a Palmi coinvolgendo un nutrito gruppo di ragazzi. Proprio a quel gruppo di ragazzi, oggi adulti, si deve l’inizio dell’esperienza scout a Palmi che in tutti questi anni ha sempre trovato nei locali della Matrice il proprio luogo di aggregazione e, nei parroci, viceparroci e diaconi succedutisi, la loro guida spirituale. La festa del Palmi 2 inizierà con la partecipazione alla Santa Messa delle 18 in Concattedrale per poi spostarsi presso il Salone Pio X, dove saranno allestiti degli stand che ricorderanno i venti anni di attività del Gruppo.

Varia di Palmi: approvata la Carta di Nola, documento per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale italiano

Varia di Palmi: approvata la Carta di Nola, documento per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale italiano

È un grande obiettivo raggiunto per la rete delle grandi macchine, di cui fa parte anche la Varia di Palmi, come parte integrante del patrimonio immateriale dell’umanità tutelato dall’Unesco. La carta di Nola segnerà il percorso da tenere di qui in avanti, con grandi novità anche per la città di Palmi ed il suo patrimonio antropolico – culturale custodito nel carro votivo dedicato all’assunzione al cielo della Vergine Maria. La Carta è stata firmata su proposta della stessa rete delle grandi macchine a spalla italiane.

La Varia di Palmi

Salvaguardia, valorizzazione, promozione e trasmissione del patrimonio culturale immateriale italiano, in Italia e in Europa, con particolare attenzione alle giovani generazioni, depositarie dell’identità europea che verrà. Sono questi gli obiettivi precipui della Carta di Nola, promossa dalla Rete delle Grandi Macchine a spalla italiane Patrimonio UNESCO ed approvata sabato scorso. Tanti i soggetti italiani e internazionali che si sono riuniti a Nola per la sottoscrizione della Carta, dal sottosegretario al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Antimo Cesaro ad Alfonso Pecoraro Scanio, dai Sindaci di Nola e Sassari – Geremia Biancardi e Nicola Sanna – al Direttore dell’Istituto centrale di Demoetnoantropologia Leandro Ventura, dal presidente emerito di Icomos Italia Maurizio De Stefano all’ex direttore dell’Ufficio di Venezia del consiglio d’Europa Alberto D’Alessandro, dal direttore di Federculture Claudio Bocci a Patrizia Nardi, Focal point UNESCO per la Rete delle grandi Macchine e promotrice della Carta di Nola.

Con la Carta recentemente firmata, i sottoscrittori hanno deciso di attivare un tavolo di lavoro per l’attuazione e lo sviluppo delle linee di indirizzo emerse nel corso della due giorni “Patrimonio delle Comunità, Patrimonio dell’Umanità”. Secondo gli organizzatori è “necessario sviluppare sinergie tra tutti gli attori che, a vario titolo, si occupano di patrimonio culturale immateriale, perché ne sono portatori d’interesse in quanto comunità d’eredità o perché soggetti amministrativi e istituzionali di competenza. Ciò con l’obiettivo di armonizzare gli interventi e massimizzare i risultai delle azioni di salvaguardia, promozione, valorizzazione e trasmissione in favore di questa tipologia patrimoniale, individuali o congiunte, pubbliche e/o private.

La Carta chiede anche la ratifica della Convenzione di Faro (attualmente ferma al senato) da parte del Parlamento Italiano, nei tempi utili all’approvazione finale da parte del Parlamento, prima della fine della Legislatura vigente. Il ddl di ratifica della Convenzione ha concluso ili suo iter in Commissione Esteri del Senato e deve essere calendarizzata in Aula al Senato. «La Convenzione di Faro – si legge nella Carta di Nola – deve ritenersi un testo profondamente innovativo, in quanto introduce un concetto di “eredità-patrimonio culturale” che viene considerato come un insieme di risorse ereditate dal passato che le popolazioni identificano, indipendentemente da chi ne detenga la proprietà, come riflesso ed espressione dei propri valori, credenze, conoscenze e tradizioni, in continua evoluzione” (art.2 Punto a); che introduce inoltre il concetto di “comunità di eredità-patrimonio” come “insieme di persone che attribuisce valore ad aspetti specifici del patrimonio culturale e che desidera, nel quadro di un’azione pubblica, sostenerli e trasmetterli alle giovani generazioni” (art. 2 Punto b)».

La Carta di Nola è stata ispirata dalla Rete delle Grandi Macchine a spalla italiane Patrimonio UNESCO e dal suo Focal Point Patrizia Nardi e poi recepita e proposta dal sindaco di Nola Geremia Biancardi nel corso del convegno Patrimonio delle Comunità, Patrimonio dell’Umanità”. La Rete delle grandi macchine a spalla italiane è un’associazione, nata nel 2006, che include quattro feste religiose italiane (la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, la Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi e la Faradda di li candareri di Sassari). Dal 2013 la rete è inserita nel patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO. Su ispirazione e istanza della Rete delle grandi Macchine è stata emendata, giusta Legge 08/03/2017 n° 44, in favore del Patrimonio culturale immateriale, la Legge 20 febbraio 2006 n.77 “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella Lista del Patrimonio mondiale posti sotto la tutela dell’UNESCO”.

Patrizia Nardi

«Ho ritenuto che la grandissima comunità della Rete dovesse dare ancora una volta un apporto concreto al tema del patrimonio culturale italiano e del patrimonio immateriale di cui è straordinaria espressione – ha spiegato Patrizia Nardi, Focal Point Unesco di Rete delle Macchine – Da qui la Carta di Nola, condivisa con consapevolezza ed entusiasmo dal mondo della Rete convenuto a Nola per le Due Giornate UNESCO e per il colloquio ‘Patrimonio delle Comunità, Patrimonio dell’Umanità’, con il quale abbiamo voluto riunire chi dà e ha dato apporti importanti negli ultimi anni al tema del patrimonio immateriale, così delicato e così affascinante. Con la Carta, che presenteremo nelle prossime settimane al Ministro Franceschini e che comunque vuole essere traccia di percorso condiviso per la Legislatura che verrà, abbiamo voluto esprimere la nostra condivisione della Convenzione di Faro nella forma della promozione di una petizione in favore della sua ratifica, già avviata brillantemente da Claudio Bocci per Federculture qualche giorno fa; ci siamo impegnati a definire un gruppo di lavoro permanente e trasversale per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio culturale immateriale italiano; abbiamo lanciato la nostra idea di progetto per il 2018 Anno Europeo del Patrimonio, che avrà il patrimonio culturale immateriale italiano ed Europeo come elemento fondante per poter costruire dal basso, bottom up, quella che è la nostra idea d’Europa e quella cultura di una identità europea che ancora manca».

«La ratifica della Convenzione di Faro – dichiara Leandro Ventura, Direttore dell’Istituto Centrale di Demoetnoantropologia – che viene proposta dalla Carte di Nola a cui abbiamo aderito, è importante per due aspetti: in primo luogo perché in ambito europeo con questa convenzione si dà attuazione sia alla Convenzione UNESCO 2003 per la Salvaguardia del patrimonio culturale sia alla Convenzione UNESCO del 2005 sulla Diversità culturale: in secondo luogo perché si ribalta radicalmente quello che è il tradizionale punto di osservazione portato avanti dal Legislatore, un punto di vista molto elitario, centralizzato nella percezione del patrimonio culturale. Affidando invece con le convenzioni citate e con la Convenzione di Faro alle comunità patrimoniali il ruolo di tutelare ma anche di promuovere e valorizzare il patrimonio che rappresentano come patrimonio identitario, si inverte completamente il processo dando finalmente un riconoscimento dal basso a quello che è il valore del patrimonio culturale».

«La Carta di Nola – spiega Claudio Bocci di Federculture – ha il pregio di sottolineare lo straordinario valore del patrimonio immateriale come importante elemento di coesione delle comunità di riferimento e, per questa via, richiama l’ispirazione della Convenzione di Faro che mette in rilievo le ‘comunità di eredità’ e il diritto dei cittadini alla partecipazione culturale. È per questa ragione che Federculture ha lanciato un appello per la ratifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sul valore dell’eredità culturale prima della fine della legislatura. Abbiamo già raggiunto 2000 firme e continueremo nei prossimi giorni; se i tempi tecnici non lo consentiranno, chiederemo alle nuove Camere che, nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, la ratifica della Convenzione di Faro sia uno dei primi provvedimenti qualificanti della legislatura».