Seleziona una pagina

Ciao amici lettori, come state? Spero bene, si è da molto che non scrivo ma ho una buona scusa! Una sessione estiva molto lunga che mi ha risucchiata, però adesso sono qui e mi dedicherò a voi.
Oggi vorrei porre la vostra attenzione su un romanzo a me ignoto, fino a qualche tempo fa. Vi parlo dei Quaderni di Serafino Gubbio operatore, di Luigi Pirandello. Un libro davvero molto bello che ho dovuto leggere per sostenere un esame. È uno dei lati positivi dello studiare lettere.
Torniamo a noi pero, I Quaderni nascono molto probabilmente intorno al 1904, con il titolo “Filauri”, che verrà modificato nelle settimane successive con il titolo “La tigre”. Pirandello propone alla rivista “Il Marzocco” di pubblicarla ma gli viene negata questa . Questo romanzo sparisce fino al 1914 quando subì un altro mutamento di titolo in “Si gira”, l’edizione definita con il titolo definitivo apparirà nel 1925.
La storia parla di Serafino Gubbio definito appunto operatore, poiché lavora presso la Kosmograph una casa cinematografica come operatore della macchina da presa. Quello che colpisce di Serafino è la sua impassibilità verso la vita e i suoi protagonisti, lui ha uno sguardo critico verso il mondo moderno.
I Quaderni è un romanzo filosofico, in questo libro si coglie l’essenza del pensiero di Pirandello, la sua avversione per la modernità e la tecnologia. Serafino incarna Pirandello sostenendo come la vita a causa delle macchine sia diventata frenetica e come l’uomo si stia disumanizzando e come le macchine stiano prendendo vita al suo posto. A parlarne però è un uomo che con le macchine ci lavora, alla fine Serafino incarna due identità, quella dell’uomo che osserva e che utilizza la sua mano per scrivere questo diario e l’uomo che invece gira la manovella della macchina da presa, la mano diventa l’appendice della macchina.
Vi starete chiedendo cosa di tutto ciò mi ha colpito, posso solo dirvi che questo libro mi ha veramente fatto riflettere e mi ha aiutato ad apprezzare di più la vita. Serafino ad un certo punto della storia si innamora, so cosa starete pensando, il solito romanzo d’amore, no non lo è. L’amore c’è ma costituisce una minima parte ma che per me è tutto. L’amore fa cambiare Serafino, dall’uomo che criticava la vita è diventato l’uomo che ama la vita. Un passo particolare del IV capitolo quaderno quinto mi ha sconvolto, ho avuto i brividi mi si è fermato il cuore e mi sono emozionata.
<<Porsi davanti la vita come un oggetto da studiare, è assurdo, perché la vita, posta davanti così, perde per forza ogni consistenza reale e diventa un’astrazione vuota di senso e di valore. E com’è più possibile spiegarsela? L’avete uccisa. Potete, tutt’al più, farne l’anatomia.
La vita non si spiega; si vive. La ragione è nella vita; non può esserne fuori. E la vita non bisogna porsela davanti, ma sentirsela dentro, e viverla>>.
La vita di Serafino è cominciata perché l’amore ha scosso la sua anima, so che probabilmente non era questo l’intento di Pirandello, quello di farci concentrare sull’amore, forse no forse si. Magari un giorno glielo chiederemo. Quando ho letto quella frase ho subito pensato a quello che Pirandello diceva sull’uomo, egli sosteneva che l’uomo vivesse la malattia del superfluo, il non riuscire a vivere. Io a modo mio l’ho interpretata come l’incapacità di godersela la vita e mi sono agganciata a questa frase. La vita non si può studiare non si può analizzare si deve vivere, con i pro e i contro. Se ci dovessimo mettere ad analizzarla tutto diventerebbe grigio e scuro. Attenzione! Non sto dicendo che si deve smettere di pensare o riflettere, dico che la vita richiede tanti sacrifici ed è abbastanza dura a volte, quindi che male c’è a fermarsi cinque minuti a guardare un tramonto? Pirandello in questo libro sta gridando, grida contro un mondo che non ascolta ed è per questo che Serafino fa la fine che fa. (Non vi svelo il finale del libro, così lo andrete a scoprire da soli! :P) Le macchine, le tecnologie, il troppo sapere, lo affermo anche se io studio lettere e amo la cultura e scoprire sempre cose nuove, ci stanno disumanizzando. Non sappiamo più cosa sia passeggiare senza un motivo, divertirsi anche solo giocando a carte, passare un week-end con gli amici. Bere un bicchierino di amaro seduti in giardino con mamma e papà. Un sorriso, un gesto d’amore, una cortesia. Pirandello con questo libro mi ha scosso, non so se da quello che scrivo si può capire ma ho cambiato completamente opinione su di lui, non che non mi piacesse prima ma in questo libro ho trovato la sua essenza. Grazie ai Quaderni ho realizzato che c’è di più, che si deve andare oltre quello che c’è, non c’è solo lo smartphone e le foto su instagram. C’è il sorriso della mamma appena ti svegli, c’è il profumo del risotto cucinato da tuo padre, lo sguardo d’amore del tuo ragazzo e quello dei tuoi amici appena ti incontrano. La mano della mamma che stringe la manina del suo piccolo o che gli insegna a nuotare, l’odore dei fiori appena sbocciati e il sole che ti scalda il viso e il cuore. Il mare che con le sue onde ti fa respirare libertà, le signore in mezzo alla strada che raccontano i loro problemi però sorridi per il modo in cui lo fanno. Pirandello non sbagliava, se solo l’uomo per un po’ abbandonasse i ritmi frenetici della vita e si fermasse cinque minuti per un abbraccio la vita sarebbe più bella. Non è il tempo che fugge, siamo noi che dobbiamo imparare a coglierne l’essenza, ogni singolo momento. Io credo di essere fortunata perché non abito in una città molto grande e quando voglio staccare vado a guardare il mare. Il mio meraviglioso mare, malato e danneggiato per colpa di chi non riesce a coglierne la bellezza ma che mantiene sempre la sua meravigliosa essenza. Se abitate al mare, staccate cinque minuti e osservatelo, se non avete il mare guardate le montagne o un posto che vi piaccia e ringraziate per la vita, perché vi è stata donata, perché siete qui, perché la vita vi ama.
Grazie Luigi, per avermi fatto capire quanto mi perdo e soprattutto perché mi hai aiutato a crederci di più nella vita. Autore #intramontabile.

A presto amici
​​​​​​​​​​​Con affetto
Stylò

Comments

comments