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Accoglienza ed inclusione sono argomenti di cui si parla tanto al giorno d’oggi, ma spesso questi rimango solo sulla carta, come buone intenzioni da sbandierare al vento ma non mettere in atto. Nel nostro territorio c’è chi dell’accoglienza ha fatto, oltre che di una questione di un rispetto di un valore civico e morale, anche una risorsa, nuova linfa per una comunità. Accade a Melicuccà, dove da qualche anno il centro d’accoglienza Sant’Elia Speleota accoglie a braccia aperte chi scappa dalle persecuzioni e dalla guerra. Le mura della casa dei rifugiati a Melicuccà hanno ascoltato tante storie tristi, i suoi pavimenti raccolto tante lacrime, versate per la gioia di essere al sicuro o per il dolore causato dalla perdita di un affetto.

Gli operatori ed i volontari del centro a Reggio Calabria

Il centro Sprar di Melicuccà è un centro d’accoglienza di secondo livello, dove trovano asilo coloro i quali hanno ottenuto lo status di “Rifugiato Politico”. Quest’ultimo è uno status tutt’altro che semplice da ottenere, che viene riconosciuto solo dopo lunghe ed approfondite indagini sul passato dell’individuo o della famiglia che ne fa richiesta. Per intenderci, lo si ottiene solo se si può documentare di essere scappati da persecuzioni razziali, religiose, sessiste e, naturalmente, politiche.

Ma a Melicuccà non ci si limita ad accogliere, si coinvolge, si integra e si amalgama, per dare il giusto peso alla parola accoglienza. Sono numerose le attività organizzate e cui il centro ed il comune di Melicuccà partecipano con grande spinta ed entusiasmo, dalle giornate dedicate agli ospiti, ai laboratori di scambi in cucina, che fanno della tradizione culinaria un veicolo per la mediazione culturale.

Il corteo d’apertura

Il centro Sprar del comune di Melicuccà ed i ragazzi coinvolti nell’ambito del progetto “Migrantes 2” del ServizioCivile Nazionale, hanno partecipato insieme al primo cittadino Emanuele Oliveri, alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici dell’Accoglienza svoltasi Martedì 20 Giugno a Reggio Calabria, in occasione della giornata mondiale del rifugiato e che ha fatto da preludio alle giornate dedicate ai giochi olimpici, che andranno avanti fino al mese di Ottobre.

Emanuele Oliverio – sindaco di Melicuccà

A Reggio Calabria, gli ospiti, gli operatori ed i volontari del centro Sprar di Melicuccà hanno sfilato su Corso Garibaldi verso Piazza Italia, dove sono stati accolti dal sindaco della città metropolitana Giuseppe Falcomatà, prima dell’accensione del focolare olimpico. In quella occasione, il sindaco Oliveri aveva esaltato i valori dell’accoglienza e dell’inclusione, che hanno un ruolo fondamentale nel nostro territorio, sul quale sorgono ben 33 centri d’accoglienza Sprar. Proprio rifacendosi ai valori presi ad esempio dal primo cittadino, gli operatori del centro ed i volontari del servizio civile hanno organizzato, in occasione della giornata mondiale del rifugiato, gli operatori del centro Sprar ed i volontari del servizio civile nazionale che vi prestano servizio, hanno dato vita ad una festa che ha coinvolto, oltre agli ospiti del centro, anche l’intera cittadinanza Melicucchese, alla vigilia della sentita festa in onore di San Giovanni. Nel primo pomeriggio protagonisti i bambini, che hanno partecipato ai giochi animati dai volontari. Poi spazio ad un momento di convivialità, durante il quale, in una bellissima atmosfera di condivisione, la cittadinanza ha assaporato i piatti tipici dei paesi di provenienza, preparati dagli stessi ospiti del centro d’accoglienza dedicato a San’Elia Speleota. In conclusione spazio alla musica, che ha concluso la giornata dedicata all’inclusione in vista della sentita ricorrenza dedicata a San Giovanni. Una festa dedicata dunque alla condivisione ed all’inclusione, che ha visto il paese di Melicuccà protagonista dell’accoglienza nel proprio territorio.

La foto ricordo della festa del rifugiato

Tra i benefici sociali e le conseguenti ricadute economiche positive, quello del comune di Melicuccà è senza dubbio un esempio virtuoso, da tenere in grande considerazione soprattutto in tempi come quelli che stiamo vivendo, perché è bene che si sappia che dall’accoglienza, c’è solo da guadagnare ed imparare.

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