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Racconto dell’esperienza alla Trattoria Degli Amici

Roma, Trastevere. Due famelici viandanti si spostano per le vie della capitale in cerca di bellezza e conoscenza. A dir la verità, per lo più uno dei due… il secondo (che non è Luciano, ma il buon Rosario) più che altro fa da Cicerone, spiega e racconta.

È ancora presto per due terroni come loro, le 12.30, l’ora delle galline dicono, eppure hanno già un certo appetito, forse sviluppatosi per via della mattinata trascorsa a camminare e a discutere. Direte voi: «Non avete mica impastato cemento o preso a scalpellate un muro, andate a lavorare nullafacenti». Probabilmente avete anche ragione, ma noi eravamo in quello stato, per cui fatevi gli affaracci vostri!

Ad ogni modo, dov’è che il viandante trova ristoro? In una locanda, in una taverna… Noi abbiamo scelto una trattoria. Si ma, una trattoria del tutto speciale, unica nel suo genere, perché quella era una trattoria di amici. Meglio, “La Trattoria Degli Amici”.

Magari qualcuno di voi la conosce già o ne ha sentito parlare, magari di rimbalzo, come me… Andarci è tutt’altra cosa. Viverla è tutt’altra cosa.

In generale, non si tratta di un’assoluta novità, gli amici sono attivi ormai da anni. Eppure io, colpevolmente dico, ci andavo quel giorno per la prima volta.

Ma chi sono questi amici? Per spiegarlo vi riportiamo le parole con le quali si raccontano sul loro sito internet: www.trattoriadegliamici.org

«La Trattoria de Gli Amici non è un semplice ristorante. Non solo per le specialità offerte, ma per il clima che si respira. Questo locale infatti è gestito da una cooperativa promossa dalla Comunità di Sant’Egidio. Vi lavorano persone con disabilità, affiancate da professionisti e amici che aiutano volontariamente. Insieme, perché non crediamo ad un mondo diviso in due».62ff68a6157a17f520e73dde0439f5ee

Gli amici si sono divisi i compiti: c’è chi serve, chi cucina e chi pensa a rendere accogliente l’ambiente. Una selezione di grandi individualità amalgamata fino a diventare una squadra, un’orchestra. E poi amico non è solo chi nel locale ci lavora, ma anche chi ci entra. Lì si respira un’aria tutta nuova, difficile da poter apprezzare in altri luoghi. C’è profumo di bellezza, tolleranza, c’è profumo di inclusione. Probabilmente non di uguaglianza, forse è sbagliato dire che siamo tutti uguali, ognuno di noi porta con se un bagaglio di diversità, ma di sicuro alla Trattoria degli Amici si respira la consapevolezza che è proprio nella diversità che risiede la ricchezza!
La Trattoria e la sua squadra sono nate con obiettivi ben più grandi del semplice portare avanti un locale. La Trattoria degli Amici è un insegnamento. E poi si mangia veramente bene, aspetto per nulla trascurabile.

 

In conclusione: ognuno di noi ha le sue abilità, i suoi punti di forza; ognuno di noi ha il suo spazio ed il suo motivo. Ma chi è il vero disabile dunque? Dopo una profonda riflessione, credo che si possa affermare con discreta sicurezza che diversamente abile, in fondo, è solamente colui il quale si dimostra incapace di ragionare al di fuori degli schemi.

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